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LAnonima-Alcolisti non è l’ <<Alcolisti Anonimi>>, nota associazione il cui scopo è far cessare l’uso di alcolici a povere “zuppe

inglesi”umane.

L’Anonima-Alcolisti è una associazione molto antica e esclusiva. Un gruppo ristretto di persone a cui si accede per meriti e

nient’altro, e il cui scopo è il raggiungimento di ciò che, internamente al gruppo, è chiamato “Sbornia Creativa”.

     Attraverso una sapiente calibrazione e accozzamento di vari tipi di liquore, e tempi d’assorbimento dell’alcol, le persone

raggiungono stati di “libertà alcolica” senza assopirsi o peggio vomitare. In ogni caso sanno fermasi intempo.

    Si beve in gruppi formati da mai meno di tre elementi, composizione sessuale diversa (comunque non è questo il punto), secondo

uno schema e scopo predeterminati. L’abbrutimento, idea comune del briao nell’immaginario collettivo, scompare. Anzi, chi ha

provato, di solito afferma che gli unici momenti in cui vede davvero chiaro e comprensibile, è durante i “voli” (termine tecnico

dell’anonima) e che briao lo è nel resto della vita. E non smette più di “volà”.

    Durante i “voli”, comodamenti seduti intorno a un tavolo, i componenti liberano le proprie menti da scorie, veli, giustificazioni,

scuse, ecc. Attraverso libere associazioni di idee entrano in contatto in modo incondizionato con la parte creativa della propria

mente spingendola a dialogare con quella razionale. Se pronuciati in modo intelligibile, i commenti aiutano i “compagni di volo”

secondo il celebre motto“tutti per uno, uno per tutti”. Mettendo il proprio cibo mentale a disposizione come a un banchetto in

campagna, amplificando e espandendo i ragionamenti senza imporsi e imporre limiti. Passata una mezzora, di solito, all’improvviso

cominciano a risuonare i primi solitari “Erureka!!!”, che vanno intensificandosi in frequenza e volume, fino a un apice (detto apice

creativo del volo, o semplicemnte apice creativo, ma tutti dicono apice) per poi discendere seguendo il tipico andamento a campana.

Alternativamente, ma più raro, capita che uno intoni uno stornello inedito e un compagno risponda. La cosa può prendere oppure

estinguersi quasi subito. Il fenomeno è conosciuto come “Stornello Spontaneo”. Così come l’Incendio Spontaneo ha bisogno di rami,

foglie, fieno ecc, ben secchi e tanto sole... (ma se non getti benzina e non usi l’accendino, pòi morì di fame ma non piglia), per lo

Stornello Spontaneo servono condizioni alcoliche, stimoli caratteriali, sensibilità poetica, sofferenza, intesa, ecc. Mettete insieme

tutto ciò e divampano sternelli. Alcuni bellissimi, talvolta per ore. Ricerche ben documentate dicono che il buon vino delle colline

della Valdera stimolasse spesso e in egual misura producendo analoghi risultati fra i contadini, specie il sabato notte.

    Poetica a parte, quasi sempre si arriva a comprendere cose che sobri manco in mille vite. Ci fu chi, durante un volo, capì la teoria

della Relatività Ristretta. A parte il fatto che faceva il macellaio e il suo livello scolare era di 2° elementare (che, sebbene ripetuta otto

volte, non per questo costituisce vantaggio). Il fatto vero è che la comprese dieci anni prima la nascita di Eistein. E la scrisse. Tutto

nero su bianco nei giorni successivi il volo, nulla tralasciando, tanto era chiara nella sua mente. Nessuno se ne rese conto, lo

credettero un incubo post-volo. Capitano. Credenza corroborata anche dalla singolare interpretazione del tempo che Beppe, questo

il nome del braciolatore alato, prese a dare con sua moglie Cesira: “oh Beppe, tre secondi e venivo, stavolta ce la facevo...” - “più di

24-30 metri non duro, purtroppo è il mio limite...” rispose. E non fu che l’inizio. Insomma, girava munito di cronometro ma pareva

confondersi nel suo uso. Sembrava misurare il tempo con lo spazio e viceversa. Si seppe poi che i 24-30 metri erano il risultato di un

rapido calcolo mentale: 1,5 sec a stantuffata, 18 cm lo stantuffo, i 24 metri corrispondevano ai 3 minuti e 20 sec segnati dal

cronometro e 30 metri ai 4 minuti e 10. La grandezza di Eistein è da ritenersi tale in quanto arrivò agli stessi risultati, un pomeriggio

dopo tea e pasticcini. Per questo e solo per questo venne premiato col Nobel.

Sulla torta del 20° anniversario di matrimonio, in cacao spinto, cioè fondente, Beppe si lasciò andare, fece scrivere “Un altro km e

400 metri (circa) di felicità - tuo beppe018@gmail.com”. Nella sua testa, Internet già faceva... capolino, adesso però il problema era

un altro: come fronteggiare gli attacchi degli hackers! Tappi alle orecchie? Soffiare spesso il naso? Sperava solo di non dover

riformattare.

E se non ancora convinti della potenza del metodo in questione, ne converrete certo senza “ma” alla seguente rivelazione:

nell’archivio dell’Anonima è conservato un libretto, un piccolo trattato, dove, in parole

semplici e comprensibili, viene spiegata la

strategia che un noto partito italiano di centro-sinistra, sta perseguendo da decenni, per vincere le elezioni in modo netto.

Incomprensibile al mondo intero, questa strategia viene banalmente rivelata in poche, ma efficacissime parole da uno dei

componenti di un “volo” rimasto celebre (il volo) e neppur tanto intelligente (il componente). Il “fulmine rivelatore”, disse, lo

“avvertì” (notare il termine “avvertì” in luogo di “colpi” più consono al fulmine, ma non alla ebbracea natura dei voli),

quarantacinque minuti, minuto più minuto meno, dal decollo. Una spiegazione semplice, quasi ingenua, di quelle che possono

cambiare in molti modi interpretazioni assodate fin’ora ritenute immutabili sulla natura umana. La portata di certune constatazioni

in particolare, in molti ne son convinti, prevaricano la soluzione che, per la prima volta, svela le oscurità del problema e creano un

nuovo schema mentale. C’era un genio dietro Tonio. (Nome dell’esegeta epocale).

    Il Dalai Lama, che ebbe accesso alle famose righe, nonostante estraneo all’Anonima, cessò immediatamente di girellà per il

mondo, e volò, scusate, rientrò, in gran fretta in Tibet dove, si dice, abbia sostituito il maestoso tomo del Budda “La Pazienza

Infinita”, col piccolo trattato dell’Anonima-Alcolisti. Han persino cambiato la figura sulla copertina: la “Saggia e Panciuta Lumacona

Grigia” ormai è storia. Al suo posto, in vividi pigmenti tipici di quelle parti, si staglia il simbolone indefinito del partito italiano

degli sfigati, pardon dell’Italia di centro sinistra.

    Giovani monaci tibetani, neofiti simpatizzanti del nuovo Approccio alla Pazienza, mettono in risonanza le proprie, ancor verdi,

casse toraciche, non più col consueto “OOOHHHMMMMMMMMM......”, ma pronunciando i nomi di vecchi ex-compagni, ex-amici,

ex-colleghi... ex-cognitivi, X=? (pronuncia X in inglisc), Inter-Milan: X meno meno, del partito italiano nominalmente da una parte,

ovunque e in nessun luogo nella sostanza.

    Noti matematici, entrati anch’essi in possesso, come non si sa, del libretto, hanno deciso di sostituire lo storico simbolo

dell’operazione di Limite:  t   con t  <<partito della sfiga>>. “Neppure la matematica è immutabile” pare abbia

risposto, non senza ironia, un giovane Ricercatore Operativo che scendeva le scale della Normale, al tizio che gli chiedeva opinione.

E  frettolosamente aggiungeva: “l’importante è che resti inopinabile, no?”. E il vortice ironico caldo e multicolore sparpagliò i

rifiuti di Piazza dei Cavalieri ammonticchiati sui lati. “Cambia il tempo?” commentò il giornalistaio alzando lo sguardo, “pioverà?”. 

Il giorno dopo, sulla pagina culturale del quotidiano di locale rilevanza, campegiava grosso e in neretto “In Normale l’opinione in

matematica resta inopinabile”, dal nostro inviato... affanculo.     -      La catarsi può attendere.

(*) Anonima Alcolisti

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