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Sara Paretsky

“Freud at thirty paces” 

(Freud a trenta passi)

ATTENZIONE: E’ mia intenzione offrire a chi non conosce l’inglese, la mia libera traduzione (di certo molto impropria) di questo breve racconto della Paretsky. Non è una traduzione autorizzata dalla scrittrice, non è nata per esserlo. Con questa traduzione NON intendo perseguire alcun fine di lucro sotto qualsiasi forma.      Unico fine la soddisfazione di offrire una lettura piacevole a chi ancora non conosceva questo racconto, e magari neppure la scrittrice americana Sara Paretsky. Per chi vuole tentarne la lettura in Inglese, suggerisco il libro, una selezione di racconti di diversi autori, su cui lo lessi poco meno di venti anni fa.”1st Culprit” - A Crime Writers’ Association Annual - December 1994. Tengo a precisare: - ad oggi non so se questo racconto sia mai stato tradotto ufficialmente o no in Italiano. Sottoscritto a parte. - ad oggi non so, ma non credo, che sia mai stato pubblicato in Italia né in lingua originale, né ovviamente in Italiano. ...la traduzione in Aramaico Antico, il traduttore del Moderno non era abbastanza raccomandato e la successiva stampa in 30.000 copie di una così detta “one night publish company” (tipico esempio di sovvenzione pubblica all’editoria culturale italiana) distribuì una sola copia. Durante la traduzione il libro si è trasformato in un elenco di ricette di cucina. Cose che accadono quando è difficile trovare le corrette equivalenze di un certo numero di termini: “psicoanalisi”, “psicoanalista”, “estasi”, complesso di Edipo, ecc... quando cioè si cerca di mappare il prodotto di una cultura evoluta in uno di una antica e perciò primitiva. Cose simili avvengono ogni giorno quando le persone cercano di comunicare coi politici: “onestà”, “responsabilità”, “competenza”... mappano nel vuoto o, peggio, si trasformano in “io ci provo”, “è stato lui”, “abbiamo le risorse per”, ecc...     A proposito, l’unica copia in Aramaico Antico fu regalata a un perfetto sconosciuto tirando a sorte dall’elenco telefonico di Milano. La sua vita cambiò, oggi è cuoco molto apprezzato del “Manicomio Criminale di Montelupo”. “... no, no, non invidio i miei ex amici di Piazza Affari...”, risponde tranquillo ogni notte guardando l’infermiere prima che chiuda lo spioncino della sua celletta imbottita. L’infermiere è sordomuto dalla nascita. PS. Il traduttore non abbastanza raccomandato fece il lavoro in proprio dividendo la pubblicazione in due numeri. Il primo ha venduto decine di miglia di copie ad alcuni stati mediorientali del greggio a prezzi petroliferi. Il titolo in italiano suona come “W la foca”. Cresce l’attesa per il sequel “Che Dio #### “ Il titolo completo rimarrà segreto fino all’uscita, ma l’improvvisa impennata del numero di studenti che han scelto l’Aramaico Moderno come seconda lingua per gli studi sacri, induce i ben informati a farsi delle domande: 1. Fu una traduzione fedele? 2. E’ filtrato il titolo del sequel? Se si, come? chi? quando? dove? perché? pioverà? 3. Come fa un libro sugli psicoanalisti a uscire tradotto con la parola Dio nel titolo? ..... altre domande minori....

Ho incluso la traduzione delle prime 3/4 pagine del racconto

direttamete nelle pagine html. L’intera traduzione col mio commento

finale è scaricabile cliccando QUI.

Sara Paretsky

Thriller Crimies Detective Short tales ..... wikipedia (en)  

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Parlare come si mangia fa anche pensare come si mangia. Non c’è vanto a... vantarsene. Affinare la lingua madre vuol dire affinare i propri ragionamenti. L’italiano è più di uno strumento e non si finisce mai di affinare le proprie capacità intellettuali. Ma non conoscere l’INGLESE, oggi significa passare per questo mondo rinchiusi dentro a un barattolo. Apprendere una lingua è rendere accessibile una cultura. Ogni cultura è un mondo e il mondo è tante culture... che solo occasionalmente bevono tutte coca cola, mangiano pizza, involtini primavera o vestono jeans. L’universo, il multiverso o comunque sia vale la pena d’essere indagato per trovare altri mondi. Sperare di trovare  un’altra terra che senso ha? Se si trovasse che potremmo dire? : “CELO”?
http://www.saraparetsky.com Sito della Scrittrice

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